Home » Energia Domestica » Lavatrice: come contenere i consumi energetici
Il consumo energetico della lavatrice dipende da un insieme di fattori, fra cui la temperatura di lavaggio, la durata del ciclo di lavaggio, la frequenza dei lavaggi, l’efficienza della centrifuga, l’elettronica interna, ecc.
Dotarsi di modelli efficienti è fondamentale per contenere i consumi energetici. Ma è importante anche imparare ad utilizzarla razionalmente, in base a due principi generali che riguardano:
Possiamo verificare l’efficienza della lavatrice attraverso l’etichetta energetica. Attenzione però: una lavatrice molto vecchia potrebbe non essere nemmeno classificata!
Infatti, le prime etichette energetiche sono comparse sul mercato nel 1998, ma sono diventate obbligatorie per le lavatrici solo a partire dal 2011. Dal 2019 è stata introdotta la nuova etichetta energetica europea con una scala da A a G, che ha parametri di valutazione più severi e coerenti con l’evoluzione tecnologica. Questo sistema elimina le vecchie diciture (come A+++) risultando così più trasparente e comprensibile.
L’informazione principale dell’etichetta energetica è il consumo ponderato di energia espresso in kWh per 100 cicli di lavaggio. Cosa significa ponderato? Significa che è calcolato in laboratorio utilizzando il programma standard “Eco” a 40° o 60°.
L’etichetta riporta altri indicatori fondamentali per misurare le performance complessive:
Scegliere un modello di lavatrice ad alta efficienza rappresenta un investimento a lungo termine. D’altra parte, sostituire un vecchio apparecchio energivoro con un modello moderno in classe A garantisce un beneficio economico immediato. È importante non sottovalutare quanto l’efficienza energetica può incidere sulla spesa annua.
Prendendo come riferimento una lavatrice a libera installazione con una capacità di carico di 8 kg e applicando un prezzo di 0,34 euro per kWh, valore realistico attuale dell’energia elettrica (quota consumi) nel mercato libero, la spesa per 100 cicli varia drasticamente a seconda della classe del modello:
Attenzione: in un anno una famiglia fa molto più di 100 cicli di lavaggio! Infatti, 100 cicli corrisponderebbero a meno di 2 cicli a settimana. Il consumo energetico reale della lavatrice va quindi ricalcolato sulla base del numero di lavaggi effettivo.
Ipotizzando un utilizzo standard di circa 220 cicli all’anno (circa 4-5 lavaggi a settimana), la differenza di costo energetico stimata tra le classi è evidente:
Al risparmio di corrente elettrica si aggiunge il minore consumo idrico.
La spesa totale all’anno è strettamente legata al volume di utilizzo. Una famiglia media effettua circa 220 cicli di lavaggio all’anno (circa 4 a settimana), ma in presenza di nuclei numerosi o bambini questa cifra può facilmente superare i 300 cicli. L’utilizzo varia in base alle necessità e alle abitudini del nucleo familiare (presenza di bambini piccoli, esigenze professionali dei genitori o particolari necessità di gestione quotidiana).
Ridurre il numero di lavaggi non significa rinunciare all’igiene, ma ottimizzare l’uso dell’elettrodomestico attraverso buone pratiche quotidiane. Il controllo e la riduzione del numero di lavaggi annui passano da due scelte strategiche fondamentali: selezionare un’adeguata capacità di carico in fase d’acquisto e adottare buone pratiche di gestione del bucato.
1. Scegliere la giusta capacità di carico
Comprare un modello sovradimensionato o troppo piccolo costringe a lavaggi inefficienti. Si consiglia:
2. Ridurre i lavaggi all’indispensabile
3. Abbassare la temperatura
La regola d’oro: abbassare sempre la temperatura in base al reale livello di sporco e al tipo di tessuto, prediligendo lavaggi a 40°C o 30°C e attivando il ciclo ECO. Questo ciclo, sebbene richieda un tempo di esecuzione più lungo, riscalda l’acqua molto più lentamente, garantendo un risparmio energetico.
Il ciclo a 90°C non è quasi mai necessario: consuma circa il doppio rispetto a un lavaggio a 60°C e va limitato esclusivamente a tessuti di cotone estremamente sporchi (come stracci da lavoro) o per i cicli periodici di manutenzione interna.
La selezione della temperatura è il fattore che pesa maggiormente sul picco di assorbimento della resistenza elettrica. Ogni lavatrice è venduta insieme al suo manuale di istruzioni dove, normalmente, si può trovare una tabella che indica i consumi energetici per tipologia di ciclo di lavaggio. Ad esempio, riportiamo l’estratto della tabella relativa ad una comune lavatrice da 7 kg. Emerge chiaramente il divario di consumo (kWh) tra i vari programmi:
Quando la lavatrice è spenta ma collegata alla rete elettrica, la potenza assorbita in off-mode è di circa 0,5 W (che si traduce in 4,38 kWh d’energia elettrica all’anno). In modalità stand-by, l’assorbimento sale a 8 W.
In caso di lunghi periodi di inutilizzo dell’apparecchio, è fondamentale staccare completamente i collegamenti elettrici e idraulici.
Una lavatrice trascurata perde progressivamente la sua efficienza energetica e rischia guasti prematuri. Le incrostazioni di calcare sulla resistenza elettrica, ad esempio, costringono l’apparecchio a lavorare più a lungo per scaldare l’acqua, aumentando i consumi invisibili in bolletta.
L’efficienza si conserva anche bloccando gli sprechi invisibili e mantenendo i componenti puliti: