LAVATRICE: UNA GUIDA PER CONTENERE I CONSUMI E OTTIMIZZARE L’USO DOMESTICO

Adottare un utilizzo razionale della lavatrice e conoscerne l’efficienza energetica permette di incidere in maniera significativa sulla bolletta di casa, producendo un risparmio economico immediato e riducendo l’impatto ambientale.

Tabella dei Contenuti

IL CONSUMO ENERGETICO DELLA LAVATRICE

Il consumo energetico della lavatrice dipende da un insieme di fattori, fra cui la temperatura di lavaggio, la durata del ciclo di lavaggio, la frequenza dei lavaggi, l’efficienza della centrifuga,  l’elettronica interna, ecc.

Dotarsi di modelli efficienti è fondamentale per contenere i consumi energetici. Ma è importante anche imparare ad utilizzarla razionalmente, in base a due principi generali che riguardano:

  1. Fare solo i cicli di lavaggio indispensabili, impostandoli correttamente
  2. Provvedere a poche operazioni di manutenzione dell’apparecchio.

L'EFFICIENZA DEL MODELLO

Possiamo verificare l’efficienza della lavatrice attraverso l’etichetta energetica. Attenzione però: una lavatrice molto vecchia potrebbe non essere nemmeno classificata!

Infatti, le prime etichette energetiche sono comparse sul mercato nel 1998, ma sono diventate obbligatorie per le lavatrici solo a partire dal 2011. Dal 2019 è stata introdotta la nuova etichetta energetica europea con una scala da A a G, che ha parametri di valutazione più severi e coerenti con l’evoluzione tecnologica. Questo sistema elimina le vecchie diciture (come A+++) risultando così più trasparente e comprensibile.

Cosa dice l'etichetta energetica

L’informazione principale dell’etichetta energetica è il consumo ponderato di energia espresso in kWh per 100 cicli di lavaggio. Cosa significa ponderato? Significa che è calcolato in laboratorio utilizzando il programma standard “Eco” a 40° o 60°.

L’etichetta riporta altri indicatori fondamentali per misurare le performance complessive:

  • La capacità nominale del programma Eco 40-60 (in kg)
  • La durata del ciclo a pieno carico
  • Il consumo ponderato di acqua per singolo ciclo (in litri)
  • La classe di efficienza della centrifuga (scala da A a G)
  • Il rumore emesso in fase di centrifuga (in decibel, dB) con la relativa classe di emissione (scala da A a D).

Classi energetiche a confronto: calcoliamo il risparmio economico

Scegliere un modello di lavatrice ad alta efficienza rappresenta un investimento a lungo termine. D’altra parte, sostituire un vecchio apparecchio energivoro con un modello moderno in classe A garantisce un beneficio economico immediato. È importante non sottovalutare quanto l’efficienza energetica può incidere sulla spesa annua.

Prendendo come riferimento una lavatrice a libera installazione con una capacità di carico di 8 kg e applicando un prezzo di  0,34 euro per kWh, valore realistico attuale dell’energia elettrica (quota consumi) nel  mercato libero, la spesa per 100 cicli varia drasticamente a seconda della classe del modello:

Attenzione: in un anno una famiglia fa molto più di 100 cicli di lavaggio! Infatti, 100 cicli corrisponderebbero a meno di 2 cicli a settimana. Il consumo energetico reale della lavatrice va quindi ricalcolato sulla base del numero di lavaggi effettivo.

Ipotizzando un utilizzo standard di circa 220 cicli all’anno (circa 4-5 lavaggi a settimana), la differenza di costo energetico stimata tra le classi è evidente:

  • Lavatrice in Classe A, 45 kWh/100 cicli à circa 34 € di spesa annua per l’energia.
  • Lavatrice in Classe G, 90 kWh/100 ciclià circa 67 € di spesa annua per l’energia.

 

Al risparmio di corrente elettrica si aggiunge il minore consumo idrico.

L'IMPATTO DELLE ABITUDINI: QUANTI LAVAGGI FAI ALLA SETTIMANA?

La spesa totale all’anno è strettamente legata al volume di utilizzo. Una famiglia media effettua circa 220 cicli di lavaggio all’anno (circa 4 a settimana), ma in presenza di nuclei numerosi o bambini questa cifra può facilmente superare i 300 cicli. L’utilizzo varia in base alle necessità e alle abitudini del nucleo familiare (presenza di bambini piccoli, esigenze professionali dei genitori o particolari necessità di gestione quotidiana).

Utilizzo razionale: come ridurre il numero di cicli e tagliare i consumi

Ridurre il numero di lavaggi non significa rinunciare all’igiene, ma ottimizzare l’uso dell’elettrodomestico attraverso buone pratiche quotidiane. Il controllo e la riduzione del numero di lavaggi annui passano da due scelte strategiche fondamentali: selezionare un’adeguata capacità di carico in fase d’acquisto e adottare buone pratiche di gestione del bucato.

1. Scegliere la giusta capacità di carico

Comprare un modello sovradimensionato o troppo piccolo costringe a lavaggi inefficienti. Si consiglia:

  • Single o coppie: modelli da 5 a 7 kg.
  • Famiglie con bambini: modelli da 8 a 10 kg.
  • Grandi famiglie o uso intensivo: lavatrici a carico frontale da 12 kg o più. Sono la scelta ideale per chi ha più di quattro membri in casa, deve gestire molteplici cambi quotidiani o lava frequentemente piumoni e tende.

2. Ridurre i lavaggi all’indispensabile

  • Lavare sempre a pieno carico: ottimizza l’acqua e la corrente utilizzata per singolo ciclo.
  • Suddividere correttamente il bucato: separare i capi bianchi dai colorati e isolare i capi sportivi o delicati per impostare programmi dedicati.
  • Attenzione ai lavaggi veloci: i cicli rapidi (es. programmi da 15 o 30 minuti), se usati sistematicamente, non riducono i consumi in quanto richiedono picchi energetici rapidi per scaldare l’acqua in tempi molto brevi.
  • Eliminare il prelavaggio: trattare le macchie ostinate a mano prima del ciclo permette di rinunciare del tutto alla funzione di prelavaggio, risparmiando tempo, acqua ed energia. Ad esempio, si possono strofinare con sapone di Marsiglia quasi asciutto.
  • Rinfrescare anziché lavare: i capi indossati per poco tempo e privi di macchie possono essere semplicemente esposti all’aria aperta, riducendo l’usura dei tessuti e il numero di lavaggi inutili.

3. Abbassare la temperatura

La regola d’oro: abbassare sempre la temperatura in base al reale livello di sporco e al tipo di tessuto, prediligendo lavaggi a 40°C o 30°C e attivando il ciclo ECO. Questo ciclo, sebbene richieda un tempo di esecuzione più lungo, riscalda l’acqua molto più lentamente, garantendo un risparmio energetico.

Il ciclo a 90°C non è quasi mai necessario: consuma circa il doppio rispetto a un lavaggio a 60°C e va limitato esclusivamente a tessuti di cotone estremamente sporchi (come stracci da lavoro) o per i cicli periodici di manutenzione interna.

LA GESTIONE DELLA TEMPERATURA E IL CONSUMO ENERGETICO

La selezione della temperatura è il fattore che pesa maggiormente sul picco di assorbimento della resistenza elettrica. Ogni lavatrice è venduta insieme al suo manuale di istruzioni dove, normalmente, si può trovare una tabella che indica i consumi energetici per tipologia di ciclo di lavaggio. Ad esempio, riportiamo l’estratto della tabella relativa ad una comune lavatrice da 7 kg. Emerge chiaramente il divario di consumo (kWh) tra i vari programmi:

I consumi fantasma

Quando la lavatrice è spenta ma collegata alla rete elettrica, la potenza assorbita in off-mode è di circa 0,5 W (che si traduce in 4,38 kWh d’energia elettrica all’anno). In modalità stand-by, l’assorbimento sale a 8 W.

In caso di lunghi periodi di inutilizzo dell’apparecchio, è fondamentale staccare completamente i collegamenti elettrici e idraulici.

Manutenzione e pulizia

Una lavatrice trascurata perde progressivamente la sua efficienza energetica e rischia guasti prematuri. Le incrostazioni di calcare sulla resistenza elettrica, ad esempio, costringono l’apparecchio a lavorare più a lungo per scaldare l’acqua, aumentando i consumi invisibili in bolletta.

L’efficienza si conserva anche bloccando gli sprechi invisibili e mantenendo i componenti puliti:

  • Pulizia costante del filtro: le impurità, i piccoli oggetti e i depositi di calcare accumulati ostacolano il corretto scarico dell’acqua, affaticando la pompa e aumentando il consumo elettrico. Il filtro va estratto e pulito regolarmente per garantire il libero deflusso idrico.
  • Trattamento anticalcare: effettuare periodicamente un lavaggio a vuoto ad alta temperatura utilizzando una soluzione di acido citrico per rimuovere i depositi di calcare.
  • Arieggiare l’oblò: lasciare lo sportello e il cassetto del detersivo leggermente socchiusi dopo ogni utilizzo per prevenire la formazione di muffe e cattivi odori.