Home » Efficienza e Risparmio » SPECIALE BANDO BIOMASSE RER: CONTRIBUTI PER SOSTITUIRE IMPIANTI INQUINANTI A BIOMASSA IN PIANURA
In questo articolo vi avevamo già parlato dell’inquinamento atmosferico generato dalla combustione di legna e pellet negli impianti di riscaldamento domestico; le ricerche scientifiche di Arpae hanno rivelato che il problema è molto significativo, più di quanto si possa immaginare: più della metà delle famigerate polveri PM10 deriva infatti da questi impianti. Un caminetto aperto inquina quanto 4300 caldaie a metano, con conseguenze dirette sulla salute se pensiamo che le emissioni sono prodotte all’interno dell’abitazione! Il problema è particolarmente preoccupante soprattutto nei Comuni della Pianura Padana, dove le emissioni in atmosfera si combinano alla stagnazione dell’aria.
Proprio per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, la Regione Emilia-Romagna ha bandito contributi per i privati, che supportano la sostituzione dei generatori di calore alimentati a biomassa vecchi e inefficienti con generatori a biomassa legnosa di ultima generazione, oppure con pompe di calore.
Qual è l’aspetto interessante di questi contributi regionali? È che sono pensati per consentire ai cittadini di fare interventi “a costo zero”, andando ad aggiungersi agli incentivi nazionali del Conto Termico 2.0 fino a raggiungere il 100% delle spese ammissibili. Vediamo come funzionano.
La finalità della Regione è eliminare le cause dell’inquinamento atmosferico. Per questa ragione il contributo è concesso solo se viene demolito il vecchio impianto (tranne nel caso del camino aperto allestito con inserto camino, come vedremo più avanti nell’articolo).
Inoltre, la Regione promuove la transizione alle tecnologie più aggiornate ed efficienti, anche se non ancora pienamente presenti sul mercato (es. inserto camino a 5 *). Il bando dura tre anni in cui ci si aspettano nuove innovazioni tecnologiche.
Il contributo regionale è pensato per integrare il Conto Termico 2.0, che può incentivare gli interventi fino al 65% delle spese ammissibili. Significa che la prima cosa da fare è assicurarsi di aver correttamente provveduto a richiedere gli incentivi al GSE, e solo successivamente procedere con la richiesta di integrazione alla Regione. Infatti, la documentazione richiesta dalla Regione Emilia-Romagna per concedere il contributo integrativo ricalca quella richiesta per ottenere l’incentivo Conto Termico.
Infine, i contributi sono dei “rimborsi”: occorrerà quindi accertarsi di poter portare a termine l’acquisto con la liquidità necessaria e, successivamente, richiedere prima il Conto Termico 2.0 e poi il contributo regionale.
I contributi regionali sono destinati alle persone fisiche residenti nei Comuni dell’Emilia-Romagna delle zone di pianura (IT0893 – Pianura Est, IT0892 – Pianura Ovest, IT0890 – Agglomerato di Bologna), che siano:
di una unità immobiliare di qualsiasi categoria catastale, in cui intendano intervenire attraverso la sostituzione di un camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia legna/pellet di potenza inferiore o uguale a 35 kW, con classificazione ambientale inferiore o uguale alle 4 stelle, con:
Nel file scaricabile qui potete vedere i Comuni delle zone di pianura, destinatari del bando.
Sono due le condizioni inderogabili per accedere al contributo regionale:
Inoltre, sono ammessi contributi solo per:
I contributi sono retroattivi in quanto sono rimborsate le spese effettuate dal 7 gennaio 2021.
Le domande di incentivo possono essere presentate alla Regione entro il 31 dicembre 2023.
Gli impianti da sostituire sono camini aperti o inserto camino, stufe e caldaie a legna/pellet. Gli impianti devono avere:
I nuovi impianti possono essere generatori a legna o pellet di ultima generazione o pompe di calore.
I generatori ammessi a finanziamento devono avere le seguenti caratteristiche:
Abbiamo chiarito, confrontandoci direttamente con la Regione Emilia-Romagna, che le sostituzioni possibili sono quelle riportate nella tabella seguente.
Siccome il contributo è pensato per essere complementare all’incentivo del Conto Termico 2.0, le spese rendicontabili e ammissibili a contributo sono quelle già previste dal GSE. In generale le spese rendicontabili sono:
Come per il Conto Termico, il contributo regionale non è cumulabile con le detrazioni fiscali.
Il nuovo impianto dovrà essere regolarmente iscritto a CRITER – Catasto Regionale Impianti Termici. L’iscrizione andrà dimostrata con i codici di targatura dell’impianto.
Il contributo viene erogato a sportello e pertanto verranno erogati contributi in ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento delle risorse.
Il progetto è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna: